Lentamente il silenzio cercato prende il sopravvento sugli avvenimenti della giornata. Scene devastanti tornano alla mente, sangue, grida…dolore fitto al cuore.  Tutto sembra irreale, fatica ad accettarlo. Ormai la sera incombe, il sonno non arriva, le poche volte chiudi gli occhi rimbalzi sul letto con incubi che fanno scoppiare il cuore. Il respiro affannoso sembra per un attimo placarsi e compaiono ricordi di un incontro.  La prima volta sguardi che si incontrano come se volessero entrare nei pensieri per cancellarli. Qualcosa che ti entra dentro prepotentemente per diventare padrone della tua vita. All'improvviso tornano parole, abbracci, confidenze, intimità.

“Mettimi come sigillo” perché ti appartengo da sempre. Ti ho cercato, quel volto bello, ho condiviso amici, notte, cene e dolore  mai stanco, senza ripensamenti. Nostalgia di abbracci mai dati abbastanza.

Ora sembra tutto finito!

Quello vissuto con te non amore qualunque e tu mi hai insegnato che più forte della morte è l'amore. Perche' Dio è l'amore, eternità.

Dentro so che non finirà mai, ti vedrò nel volto dei miei fratelli, nel dolore, nel pianto ma anche nella bellezza degli amanti che ricorderanno che “le grandi acque non possono spegnere l'amore.”

Non aspetto un'altra vita, già qui: “ogni volta che farete questo” sarò lì.

Le parole diventano PAROLA  e lo Spirito porta te come tutte le volte che ci siamo abbracciati.

Ma non è ancora l'alba tra poco al chiarore verrò nel giardino... ultimo saluto.

E' ancora buio…

“Fuggi mio diletto sopra i monti degli aromi”

 

Don Rino