La Storia

 Parrocchia di Santa Maria di Porto Salvo in Catanzaro Lido, Catanzaro, sec. XVIII 

Nel 1700 il Vescovo di Catanzaro, Monsignor Rossi, fece innalzare una Chiesetta o Cappella dedicata alla Vergine Santissima sotto il titolo di Santa Maria di Porto Salvo. Fino alla fine del sec. XVIII la Marina non aveva Chiesa. Soppressi gli ordini monastici per il terremoto del 1783, furono fondate delle Chiese della Cassa Sacra per incremento della fede fuori Catanzaro. 
La quarta di queste chiese fu destinata a Catanzaro Marina e funzionò prima in un magazzino trasformato in cappella e poi, nel 1832, in una chiesetta costruita a spese del comune. 
La chiesa fu creata Parrocchia dal Vescovo mons. Bernardo De Riso con bolla de4l 14/11/1889 e riconosciuta con Regio Exequatur del 31/01/1892.

                            Clicca qui.              Cenni storici sulla devozione alla Madonna di Porto Salvo

Archivio Storico

 

- Documento Originale con firma del Re D'Italia Umberto I , dove concede di intitolare la nostra       parrocchia con il nome " S.Maria di Porto Salvo" 

Per visionarlo clicca sulla pergamena

 

- Documento Originale con firma di Don Giuseppe Conte. 

Per visionarlo clicca sulla pergamena

 

  

- Documento Originale di una corrispondenza tra Don Giuseppe Conte e un Parroco di Padova.

  Per visionarlo clicca sulla pergamena

  

 

"Maria di Porto Salvo: la nascita della chiesa, devozione alla Madonna"     di Elisa Giovene

L’antico villaggio della “Marina” di Catanzaro viene rappresentato, intorno all’anno 1600, come una terra formata prevalentemente da acquitrini, racchiusa fra i fiumi Corace e Fiumarella. Pochi i casolari esistenti, la popolazione altrettanto scarsa, con qualche raro frantoio situato nelle adiacenze. In questo semplice contesto era stata edificata nel 1623 una piccola Chiesetta ( prima una semplice edicola forse dipinta da un vagabondo errante) difronte l’antica Torre di Guardia, ad opera del nobile catanzarese Antonio de Paula e fu dedicata alla Vergine S.S. Maria di Porto Salvo patrona dei marinai. La Chiesetta, fu attiva per quasi 150 anni e fu l’unico punto di aggregazione di quella parte di territorio, antecedentemente infatti, gli abitanti del loco usufruivano delle vicine Chiese per svolgere le varie funzioni religiose, come matrimoni, battesimi e quant’altro. Soltanto nel 1783 i sacerdoti che s’insediarono nella piccola Chiesa, ebbero cura di istituire dei registri parrocchiali e fu così che si ebbe anche contezza della popolazione ivi esistente. L’area in possesso dei de Paula, venne poi ereditata dalla nobile famiglia de Cumis ( la famiglia de Paula fu costretta ad abbandonare il fondo Virghello per non aver ottemperato un debito) . I de Cumis fecero edificare un “casino” nei pressi della piccola Chiesa, ma, con il tempo, il forte odore dei defunti che venivano sepolti nella Chiesa e l’affluenza degli abitanti che vi si recavano quasi quotidianamente, disturbavano la loro quiete specie nei mesi estivi, tanto che chiesero alle autorità competenti la possibilità di erigere una nuova Chiesa. Ad accelerare tali intenzioni, fu il terremoto del 1783, dopo tale avvenimento dai paesi limitrofi e dallo stesso centro della città, molte furono le persone che vi si trasferirono, cercando ricovero e lavoro ed aumentando cosi considerevolmente la popolazione dell’abitato. Il desiderio dei de Cumis, fu però attuato dopo ben sei anni dal terremoto e soltanto nel 1789 fu edificata la nuova Chiesa, ove è tutt’ora ubicata, dedicandola sempre alla S.S. Vergine di Porto Salvo. Primariamente, la Chiesa che venne edificata, aveva l’ingresso principale “lato mare”, un altro ingresso era stato predisposto lateralmente ed un altro ancora era per la “stanza” del parroco. La Chiesa fu dotata di campanile, anche se non munito di campana che fu successivamente donata dalla Chiesa di “Simari”.Una breve parentesi per dire che la suddetta Chiesa negli anni successivi e precisamente tra l’ottobre del ’41 ed il luglio del ’43, fu oggetto delle incursioni aeree e venne fortemente danneggiata, tanto che le funzioni religiose venivano svolte nel Salone dell’asilo infantile delle Suore. Solo dopo alcuni anni si poté correre ai “ripari” avendo raccolto i fondi necessari, in quel mentre si pensò quindi di riedificarla piuttosto che ristrutturarla. Tornando alla forte devozione che i pescatori avevano per la Vergine S.S. Maria di Porto Salvo, si può dire che fu per loro un primario punto cardine, tanto che non mancarono di dedicare un barcone proprio a suo nome, inoltre, veniva tradizionalmente “onorata” con una processione “via terra” ed a questa si aggiungeva anche quella “via mare”, come del resto accade tuttora. Come raccontato da alcuni anziani pescatori, la Santa Vergine veniva deposta su di un barcone che faceva il giro della costa sino alla Roccelletta ( la costa di Giovino all’epoca non era ancora compresa), le barche, rigorosamente tutte in legno seguivano il corteo e quella depositaria della Madonna si avvicinava alla riva per far si che i fedeli, in tantissimi sulla spiaggia, donassero la propria offerta in danaro che veniva apposta sull’abito della Vergine ricoprendolo interamente. I pescatori si adoperavano per i festeggiamenti, erano loro ad occuparsi di tutto in collaborazione con la parrocchia, durante l’anno raccoglievano le offerte, che dialettalmente venivano indicate con il nome di “a parta” ( a significare “messa da parte”), il ricavato era interamente destinato alla festa della Madonna di Porto Salvo. I festeggiamenti non erano meramente religiosi e quelli “civili” erano altresì motivo di grande interesse ed entusiasmo per l’intero quartiere. Numerose le “bancarelle” allestite con i tradizionali biscotti di pasta e miele e svariate le leccornie esposte, vari i giochi eseguiti come ad esempio “l’albero della cuccagna” costituito da un palo dove vi si doveva arrampicare per recuperare i doni che erano stati appesi, per lo più si trattava di prodotti locali come salcicce, vino e formaggi. Inoltre, venivano organizzate gare di nuoto ed eventi musicali con “bande” provenienti anche dai paesi limitrofi. Anche in passato il momento clou era comunque rappresentato da uno spettacolo pirotecnico che durava quasi un’ora, raccogliendo sempre un gran numero di persone ad ammirarlo. La festa, era la “festa dei marinai”, unitamente alla forte devozione per la Madonna che nel corso degli anni ha avuto momenti di grande religiosità e preghiera con episodi come ad esempio quello accaduto il 3 settembre del 1966. Si racconta, infatti, che due giovani ragazzi, Alessio e Roberto si allontanarono in canotto dalla spiaggia di Copanello, ma le avverse condizioni del mare fecero sì che trascorsero tutta la notte in balia delle onde. Le svariate ricerche effettuate furono vane e dei due ragazzi non vi fu traccia. Molti accorsero in Chiesa per pregare la Madonna e gli stessi ragazzi durante la pericolosa traversata si affidarono a Lei, protettrice dei pescatori. Al mattino seguente, il canotto sbarcò sulla spiaggia del quartiere Lido e si gridò “al miracolo”, la Madonnina li aveva salvati. Questo ed altri episodi vengono narrati, in virtù di ciò i pescatori non mancarono mai di onorarla, una venerazione che nel tempo ha sempre rappresentato per il quartiere Lido una sentita tradizione religiosa che tuttora vive negli animi e nel cuore di tutti i “marinoti”.

su gentile concessione del giornale web catanzaroinforma

"I miracoli di Santa Maria di Porto Salvo ai suoi devoti"     di Maria Teresa Rotundo                

Il piccolo villaggio di pescatori, affacciato sul mare, non poteva che rivolgere le sue preghiere e chiedere la protezione che a Santa Maria di Porto Salvo. Una scelta quasi “obbligata”, dettata da un sentimento d’amore e quella viva fede che ha sempre accompagnato gli umili pescatori del quartiere Lido di Catanzaro fin dalle sue origini. E’ stato Monsignor Rossi, Vescovo di Catanzaro nel 1700, a far erigere la prima cappella all’interno del quartiere che, guarda caso, fu dedicata proprio a Santa Maria di Porto Salvo. Dopo il terremoto del 1783, la Cassa Sacra decise di costruire delle Chiese per evangelizzare gli abitanti e una di queste fu destinata a Catanzaro Marina che fino a prima di allora non ne aveva una. Fu proprio la chiesa di Santa Maria di Porto Salvo a raccogliere tutti i fedeli del piccolo villaggio che ebbero modo di professare la propria fede sull’esempio di Maria. Legati a questa profonda e totale devozione, che dal 1700 in poi è andata via via crescendo all’interno di un quartiere in continuo sviluppo, vi sono alcuni eventi miracolosi attribuiti alla Santa Vergine di Porto Salvo e tramandati dalla tradizione orale. Due sono, infatti, gli episodi che sono narrati nelle famiglie dei pescatori del quartiere e non solo, proprio a testimonianza della protezione di Maria e della riconoscenza dei Suoi devoti. Il primo avvenimento risale al 1966, pare che due giovani ragazzi di nome Roberto e Alessio, invocarono l’intercessione di Santa Maria di Porto Salvo perché in pericolo di vita. Usciti in mare con una piccola imbarcazione, furono investiti da un’improvvisa tempesta a largo, per tutta la notte cercarono invano di far rientro sulla terra ferma e anche le forse militari chiamate a soccorrerli non riuscirono a salvarli. Le famiglie arrivarono a pensare che per i due giovani non ci fosse più speranza, invece, pregando la Madonna, Roberto e Alessio la mattina seguente riuscirono ad approdare sulla spiaggia del quartiere. Santa Maria di Porto Salvo, non abbandonò i due giovani così come fu preziosa la Sua intercessione in occasione della tromba d’aria che si abbatté sul quartiere il 29 ottobre 1979: fu devastante e molte abitazioni furono distrutte, ma tutti i residenti ne rimasero illesi perché invocarono la Sua protezione. Accadimenti che agli occhi di chi non crede nell’intercessione divina possono sembrare delle semplici coincidenze ma i Suoi fedeli riescono a darvi una lettura diversa perché la fede permette loro di guardare a questi fatti come dei veri e propri miracoli in cui la Madonna, da loro invocata, è riuscita a far loro dono della salvezza. Grande è la riconoscenza dei fedeli per questi ed altri eventi che hanno contribuito ad accrescere e a mantenere viva nel quartiere e in tutta la città di Catanzaro, che ogni anno partecipa unita con entusiasmo ai festeggiamenti, la devozione a Santa Maria di Porto Salvo.    

su gentile concessione del giornale web catanzaroinforma 

 

Patrono San Vito

 

Amabilissimo giovane e glioriosissimo Protettore San Vito, gradite, vi prego, con l’amabilità del vostro genio, la piccolezza dei nostri ossequi e con la grandezza dei nostri meriti date valore alle nostre suppliche. La vostra tenera età sia sempre di guida agli anni nostri, la vostra generosa costanza sempre vittoriosa tra mille assalti, dia forza alle nostre fiacchezze contro le nostre passioni ribelli e contro i nostri comuni nemici, e ottenete dalla Divina libertà e i vostri veri devoti, agli opportuni soccorsi nei temporali e spirituali bisogni in questa vita, e gli eterni godimenti nell’altra. Amen

 

 

  

   Protettrice Madonna Maria SS. di Porto Salvo

O Signore, animati dalla fede, che la Chiesa professa in Maria, Madre del tuo Figlio e che hai dato a noi come Madre nostra, con grande fiducia nella potenza del suo amore materno per noi, ti chiediamo : la grazia di raggiungere salvi il porto della salvezza; benedizione per Catanzaro Lido, coraggio ai giovani, aiuto alle famiglie, conforto ai lavoratori, guida ai pescatori, consolazione agli ammalati, protezione nei pericoli, sostegno nelle tribolazioni, soccorso nelle ristrettezze economiche, serenità e pace nei cuori, fiducia e gioia nel sentirsi sempre sotto lo sguardo amoroso di Colei che con devozione di figli invochiamo Madonna di Porto Salvo.    Amen